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"Fare il bene e farlo bene" (San Leonardo Murialdo)

QENDRA HORIZONT: SGUARDI CURIOSI E SORRISI CONDIVISI

 

Di Giulia Aiello. Cosa penso la mattina appena alzata. E’ questa una delle domande che ci sono state poste in una delle riunioni settimanali. Ci sono tante cose che mi vengono in mente, e a cui penso la mattina prima di dedicarmi al servizio, ed è difficile dare una risposta sola, perché ogni giorno è a sé, e si provano sempre sensazioni diverse. Dal momento in cui apro gli occhi, però, il mio pensiero va ai ragazzi e a come vorrei affrontare la nuova giornata con loro. So che è inutile fare dei piani perché la maggior parte delle volte non vengono rispettati. Ho capito che la spontaneità è la migliore “arma” che si possa avere.


Ho smesso di fare dei piani e ho deciso di vivere ogni giorno come viene, perché è unico e irripetibile e io non voglio altro che godermelo bene fino in fondo. Così, la mattina, il percorso per arrivare al centro diventa sempre più corto e piacevole. Accompagnato dalla musica tradizionale che si sente per la strada, diventa un qualcosa di straordinario, si crea un’atmosfera incredibile e viene quasi voglia di ballare per la strada.


Arrivando al centro, poi, ti senti sempre più a casa. Ora che inizio a capire e a parlare meglio la lingua, il buongiorno ha tutto un altro sapore. Ci si saluta, ci si abbraccia e si inizia la giornata con tanta serenità. È un’emozione immensa sentire e vedere, ogni giorno sempre più, i ragazzi che ti cercano sia con lo sguardo che chiamandoti da lontano, per ricevere da te un abbraccio.


Il mese di novembre è stato un mese davvero carico di emozioni, al centro si sentiva un fermento diverso dal solito. È stato il periodo di preparazione per una festa veramente importante, specialmente per i ragazzi che ne erano i protagonisti: “La festa della disabilità”.


C’è stato tanto movimento e, a volte, è stato difficile riuscire a gestire e tenere sotto controllo il lavoro, specialmente i ragazzi che, a volte, si mostravano un po’ agitati. Ma con un buon lavoro di squadra, sia tra noi operatori sia con gli specialisti e gli insegnanti del centro, siamo riusciti a fare davvero tanto e a vivere al meglio il giorno della festa.


È stato curato tutto nei minimi particolari per sensibilizzare la popolazione di Fier - ed i giovani in modo particolare -, ad abolire ogni pregiudizio verso i ragazzi disabili che, nonostante le loro difficoltà, sono persone, e come tali meritano di vivere ogni singola opportunità che la vita gli mette davanti.


Durante questa giornata è stata organizzata una marcia di sensibilizzazione a cui hanno partecipato tante scuole e tante persone come genitori, amici, parenti, figure che ogni giorno, in un modo o nell’altro, vivono e condividono la loro vita con queste persone. Una volta giunti al teatro di Fier, tutti sono stati accolti dallo staff con grande gioia. All’ingresso erano state montate due postazioni in cui erano stati disposti gli oggetti creati dai ragazzi nei laboratori artistici e una serie di fotografie scattate da Ina, una ragazza del centro che è la nostra fotografa.


Nel teatro, la direttrice ha esposto le varie attività del centro aiutata da un video di presentazione del “Qendra Horizont”, un videomessaggio realizzato da tutte le figure che ne fanno parte. A seguire una serie di performance artistiche, tra cui uno spettacolo teatrale.


I nostri ragazzi sono stati grandi! Sul palco, durante tutta l’esecuzione dello spettacolo, sono stati encomiabili. Vedere tanto rispetto nei loro confronti e del loro lavoro mi ha riempito il cuore di speranza. I sorrisi e gli occhi dei ragazzi, così pieni di gioia e di gratitudine per il pubblico che li applaudiva, è stata un’emozione indescrivibile e commovente.


I ragazzi avevano lavorato tanto e i loro sforzi sono stati giustamente riconosciuti e ricompensati. È stato un momento emozionante sia per loro che per noi, perché abbiamo visto l’impegno che hanno messo per ottenere questo primo e grande risultato.


All’interno del laboratorio sono state condivise tante emozioni. Ogni giorno ogni ragazzo portava il suo stato d’animo, ciò che sentiva in quel particolare momento. Si è creata un’armonia particolare e un gioco di sguardi e sorrisi, di collaborazione, che non credevo si potesse raggiungere. Vedere i ragazzi così emozionati e, allo stesso tempo, spensierati e sicuri del lavoro fatto, è stata una grande emozione che mi porta ogni giorno a trovare nuovi stimoli per andare avanti e continuare insieme a loro questa bella “lezione di vita”, che non è solo la loro, ma anche, e specialmente, la mia.

 

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