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ENGIM Internazionale (Formazione, Cooperazione, Sviluppo)

"Fare il bene e farlo bene" (San Leonardo Murialdo)

I SOGNI AD OCCHI APERTI DI ANISA

 

Di Anisa Xaka. A volte sogno ad occhi aperti. Non lo faccio per dire, mi succede davvero. A volte mi chiedo se la gente intorno a me si accorga della mia momentanea assenza. Mi perdo ed è piuttosto imbarazzante. Mi perdo sull’autobus quando è il momento di scendere, al supermercato quando è il momento di pagare, in macchina quando penso di conoscere ormai bene le strade di Fier, di potermi quindi concedere uno di questi sogni. Mi sbaglio, invece, perché scopro poi che avrei potuto fare un percorso molto più breve.


Da quando mi trovo qui (come se non bastasse) ho trovato un altro motivo per assentarmi momentaneamente. Sono gli occhi. Ne incrocio tanti durante il giorno e ogni volta cerco di trovare il non detto o il non fatto. Ma quelli che mi fanno più sognare ad occhi aperti sono gli occhi timidi di Romina quando le chiedo, per strada, di venire all’asilo con me, quelli svegli di Floresita quando mi dice (mentendo) che ha finito di fare i compiti, quelli curiosi di Astrit che chiede più compiti da fare a casa con il padre, gli occhi pieni di stupore di Abdulla quando lo rimprovero. Per non parlare di Dhimitri, e dei suoi occhi sorridenti come mai li avevo visti prima, e di quella volta che interruppi il suo canto con il mio cercando di intonare Ederlezi.


Vedo tanto in loro, vedo il futuro, il riscatto di una comunità, quella rom. Vedo una maestra, un medico, una veterinaria, un attivista. È tutto scritto lì, nei loro occhi e lo leggo ogni volta che li incrocio. “Sa o roma babo babo, sa o roma o daje …”, “Tutti i Rom, babbo, babbo, tutti Rom mammina” (da una canzone popolare in lingua romani).

 

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