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ENGIM Internazionale (Formazione, Cooperazione, Sviluppo)

"Fare il bene e farlo bene" (San Leonardo Murialdo)

PAROLA D’ORDINE: ACCOGLIENZA

Di Giulia Aiello. È, ormai, passato un mese da quando sono arrivata in questa terra per me sconosciuta che era l’Albania. Mi sembra ieri quando sono salita sull’aereo per immergermi completamente in questa esperienza e ricordo ancora perfettamente tutti gli interrogativi che mi hanno occupato la mente per tutto il momento del viaggio: “Chissà come sarà stare lì?”, “Riuscirò ad arrivare fino in fondo?”, “E se non dovessi trovarmi bene?” e tante altre domande ancora.

Nel momento in cui sono arrivata, mi sono subito stupita di come, una volta in viaggio per Fier, guardando fuori dal finestrino e ammirando ogni singolo dettaglio della nuova terra, le domande e le paure che mi avevano invaso la testa fino a qualche istante prima andavano sempre più scemando e andava a radicarsi in me un altro tipo di sensazione: mi sentivo stranamente tranquilla e serena, come se ci fosse un qualcosa che mi rassicurasse dal profondo del mio inconscio. Beh, la mia sensazione era più che giusta. Perché aver paura della novità? Si tende sempre a non vivere appieno le esperienze per colpa di emozioni come questa, perché si preferisce stare sulla difensiva piuttosto che mettersi in gioco e godersi pienamente le avventure che la vita regala.


Io ho deciso di mettere da parte le emozioni negative e di vivermi con gioia e curiosità ogni singola tappa di questo percorso, ogni dono che questa esperienza ha da offrirmi. Grazie a questo atteggiamento “permissivo” mi sono sentita fin da subito come a casa mia, sia con gli altri volontari, che condividono con me questa bellissima possibilità, sia al “Qendra Horizont”, in cui svolgo il mio servizio di volontaria che durerà fino a giugno. Non dimenticherò mai il mio primo ingresso al Qendra, con tutti quegli occhi curiosi puntati addosso. Fin da subito sono stata accolta dai ragazzi in maniera molto calorosa e gioiosa. Ho impressa davanti l’immagine di un ragazzo che addirittura si era avvicinato per abbracciarmi e si era proposto di farmi da guida per visitare il centro. Era un ambiente sconosciuto per me, non sapevo dove girarmi ma i ragazzi mi hanno messo subito a mio agio cercando tutti i possibili canali di comunicazione per entrare in contatto con me e creare da subito una sorta di legame e, beh…, devo dire che ci sono riusciti!


Abbiamo parlato a gesti, con un miscuglio di lingue e scambi di sguardi, ed è stato bellissimo vedere nei loro occhi la felicità e la gioia di accogliere così calorosamente una persona completamente sconosciuta, e la cosa più bella è che sono riusciti nel giro di pochi secondi a farmi sentire bene, veramente “accolta”. Nella loro semplicità mi hanno completamente conquistata. Da quel giorno, in cui non sapevo come rapportarmi con questi ragazzi speciali, ho imparato che la semplicità e la genuinità dei gesti, a volte, è la chiave migliore per creare delle basi comunicative.


Adesso tutte le mattine mi alzo felice e con una voglia fortissima di mettermi in gioco e vivere il più possibile serenamente questa esperienza con i ragazzi del centro. Voglio vivere ogni loro sorriso, ogni sguardo, ogni parola: voglio imparare a viverli completamente. Quando mi sento giù o impotente mi sento quasi in colpa perché vedo loro, la forza che hanno e che mettono nell’andare avanti e nel vivere appieno la loro vita e da lì, solo da un loro sguardo o una loro battuta, da una pacca sul braccio o da una tenuta di mano riesco di nuovo ad avere la forza ed è bello scoprire come ogni giorno di più questa immensa forza te la trasmettano loro. Hanno una felicità e una gioia di vivere davvero contagiosa!


Da poco ho iniziato il laboratorio di teatro e ogni giorno di più scopro e capisco nuove cose di loro, di me e del rapporto che, piano piano, sta andando ad instaurarsi e rafforzarsi. Ogni giorno con loro ci si mette alla prova e il bello è che questo percorso di crescita reciproca avviene insieme, condividendo una stessa esperienza, una stessa strada, dandosi forza a vicenda. Aspetto con ansia di vedere come continuerà questo percorso nei prossimi mesi e nel frattempo cerco di migliorarmi nella lingua e nell’esplorazione di questa cultura tanto affascinante quanto poco conosciuta.

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