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ENGIM Internazionale (Formazione, Cooperazione, Sviluppo)

"Fare il bene e farlo bene" (San Leonardo Murialdo)

LORO!

Di Alfredo Ramirez. In questi ultimi mesi mi sono successe tantissime cose e ne ho imparate altrettante. Ma sono due le esperienze che mi hanno fatto crescere e conoscere meglio me stesso e gli altri. La prima è un viaggio che ho intrapreso da solo tra Macedonia e Kosovo, anche se ho scoperto che in questi casi di solitudine sei più in contatto con gli altri di quanto pensi. Questo mio viaggio voglio raccontarlo in un'altra relazione, perché in questa voglio scrivere della seconda esperienza che sto vivendo

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GENERAZIONE SVE, GENERAZIONE CHE TUTTO PUÒ

Di Anisa Xaka: Sono passate da poco le 20. Ci stiamo sistemando come meglio possiamo nell’autobus dove passeremo la notte. Penso già a come utilizzare al meglio lo spazio dei due sedili che spero di sfruttare. Entra una famiglia discutendo a bassa

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I SOGNI AD OCCHI APERTI DI ANISA

Di Anisa Xaka. A volte sogno ad occhi aperti. Non lo faccio per dire, mi succede davvero. A volte mi chiedo se la gente intorno a me si accorga della mia momentanea assenza. Mi perdo ed è piuttosto imbarazzante. Mi perdo sull’autobus quando è il momento di scendere

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PAROLA D’ORDINE: ACCOGLIENZA

Di Giulia Aiello. È, ormai, passato un mese da quando sono arrivata in questa terra per me sconosciuta che era l’Albania. Mi sembra ieri quando sono salita sull’aereo per immergermi in questa

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RRUGA E PARË – LA PRIMA STRADA

La mia prima esperienza di volontariato la sto vivendo qui a Fier, in Albania. Un posto che con le sue sfumature ti fa sentire, comunque, a casa. Sono un volontario che partecipa al progetto SVE “Enjoy the difference”. Mi trovo a Fier da, ormai, due mesi, che sono trascorsi tra un treno 

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“IO SONO COME TE”, ANNA!

Di Anna Galante. “Unё jam si ti”, Io sono come te. Sono i primi giorni del mio Servizio Volontario Europeo (SVE) a Fier in Albania, e in una stanza del “Qendra Horizont”, mentre sono impegnata a ricevere i saluti di benvenuto dallo staff del centro, quella frase cattura la mia attenzione. In un primo momento mi è sembrata una frase così banale e ovvia, quasi a dire a me stessa: “Si , Anna! Certo che è così!” Invece no, quella frase per me non era banale e scontata, era una frase sulla quale mi dovevo soffermare e riflettere per darle il giusto

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ANISA, ADESSO TOCCA A LEI!

Di Anisa Xaka. “Date un’occhiata a questo libro!” Abbiamo da poco finito di pranzare e padre Giovanni richiama la nostra attenzione su una copertina gialla. Prendo il libro tra le mani e lo sfoglio distrattamente. Il gesto sembra risvegliare qualcosa in me, nella mia memoria.

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CONFRONTO E RELAZIONE, GLI INSEGNAMENTI DEL VOLONTARIATO

Di Riccardo Cataldi. Ci sono molte sensazioni e parole che possono spiegare il senso del proprio volontariato e che possono aiutare a stilare un resoconto più o meno dignitoso di questo. Tuttavia, fermare le proprie impressioni per mezzo di una relazione sembra non risultare molto efficace, o quantomeno è difficile che sia così, indipendentemente dalla capacità di riuscire a farsi capire attraverso la scrittura.

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DI NUOVO A CASA, IMPRESSIONI E SPERANZE DI UNA VOLONTARIA

Di Miariam D’Amato. Tornare in Italia non è stato semplice. Pensare alle persone che avrei lasciato e ai luoghi che non avrei più visto mi rendeva spesso triste e malinconica. Poi è arrivato il giorno della partenza e, senza troppi sentimentalismi, sono salita sull'aereo e ho salutato l'Ecuador.

 

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UNA CALDA ESTATE PORTEÑA

Di Silvia Branca. Il caldo estivo a Buenos Aires è insopportabile. Con una popolazione di quasi 13 milioni di abitanti concentrata lungo le rive del Rio de la Plata, la frase che si sente di più tra i porteños é: “É l’umidità che ti uccide”. E così, per quelli che non si sono potuti permettere una vacanza sulle sponde dell’Uruguay o nelle lontane coste brasiliane, c’è un’unica soluzione: l’aria condizionata.

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“DONNE ALLA RICERCA DI DIO”

Di Miariam D’Amato. Dall’inizio del progetto sono passati ormai sei mesi intensi, di soddisfazioni e di sconforto, di allegria e di tristezza. Sono arrivati nuovi bambini, se ne sono andati  altri, sono emersi nuovi problemi per i quali sono state trovate soluzioni. In certi casi, invece, di soluzioni non è stato possibile trovarne. I bambini sono travolgenti, ti riempiono di gioia per la loro ingenuità, e inevitabilmente ti affezioni.

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A MAL TIEMPO BUENA CARA

Di Mattia Altran. "Doña Birmania! Que tal? Como le va todo?" "Buenos dias don Matias! Aquí no más, dale que dale, no nos queda otra. A mal tiempo ... buena cara!" Ecco che allora una nuova giornata di lavoro può avere veramente inizio in quel di Cochapamba, quartiere situato nella parte nord di Quito, quota 3200 metri. In Italia evito la montagna come gli juventini, qui in Sud America mi ritrovo sempre a quote impensabili.



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CORRE VELOCE IL TEMPO ...

Di Letizia Collini. Il tempo corre … corre veloce, è  già il quinto mese di SVE e sembra sia cominciato ieri. Abituarsi ai nuovi ritmi di vita è stato facile, o meglio, lo fai talmente automaticamente dal non renderti conto di quanto in realtà la tua vita cambi. Orari, interessi, dimensione del tempo e delle cose. Le giornate scorrono in modo diverso, si riempono di emozioni differenti e tuttavia credo che me ne renderò conto al cento per cento solo una volta tornata alla “vita italiana”.

 

 

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GIOVENTÙ CARA GIOVENTÙ

Di Sergio Pagnozzi. Il tutto è iniziato con una partenza, sapendo il giorno di inizio e il giorno di fine. E’ proprio il caso di questo SVE in Ecuador, nella città di Santo Domingo, dove ogni emozione vissuta, sentita e provata, può lasciare un grande ricordo, a me e ai ragazzi del progetto.


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LE "BRICIOLE DORATE"

Di Dayana Cucè. Quattro mesi fa stavo chiudendo la valigia, eppure mi sembra ieri di essere arrivata in Ecuador. Da sempre, prima di partire, sono invasa da molteplici sensazioni ed emozioni che m’impediscono di realizzare fino in fondo che sto partendo nuovamente. Così mi ritrovo già dall’altra parte dell’oceano curiosa e piena di speranze. Settembre è iniziata questa mia nuova avventura.

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E ORA TOCCA A ME!!

Di Luisa Cagnazzo. E ora tocca a me, raccontare la mia esperienza in Sud America. Ed eccomi giunta al quato mese in Ecuador. Mi trovo a Quito, a 2850 metri di altezza, ai piedi del vulcano Pichincha, sierra pura, e sebbene mi trovi in prossimità dell’equatore, qui si soffre il freddo, senza contare che adesso siamo nel pieno della stagione delle piogge.

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