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ECUADOR: NUOVA VIOLENTA SCOSSA NELLA ZONA OVEST

 

Una nuova scossa di terremoto, di magnitudo 6.7, è stata registrata alle 7.57 nella zona ovest dell’Ecuador, a 34 chilometri da Rosa Zarate e ad una profondità di 32,4 km. Lo riferisce l’USGS, istituto geologico statunitense. Un violento terremoto, addirittura di magnitudo 7.8, aveva colpito il Paese il 16 aprile, provocando oltre 700 morti e quasi 20 mila feriti, lo stato di emergenza dichiarato in sei province. Di seguito la testimonianza arrivata poco prima di questa nuova scossa da una volontaria in servizio civile a Santo Domingo.

Di Flavia Saraceni. Nel 2009 ero in Abruzzo, nel 2012 ero in Emilia Romagna e ora qui in Ecuador a rivivere ancora una volta il terrore del terremoto. Sabato 16 aprile ero a Baños, era il mio primo weekend sola qui in Ecuador, ero entusiasta di vivere in piena libertà un weekend, con la voglia di conoscere gente nuova e di esplorare, in bicicletta, quelle fantastiche cascate sempre viste in foto. E poi il letto a castello dove stavo riposando prima uscire ha iniziato a muoversi, senza sosta per 45 interminabili secondi. Il cervello ci ha messo un po’ a realizzare cosa stava accadendo, ma le urla della gente mi hanno convinta a scendere per strada. La proprietaria dell'ostello ci rassicura dicendo che a Baños qualche scossetta è nella norma. Così il mio sabato sera continua senza troppi pensieri. Poi l’evacuazione di tutti i locali pubblici, la polizia fa chiudere tutto e lì capiamo che qualcosa di più grave stava succedendo.


Alle tre di notte inizia a squillare il cellulare ininterrottamente, la notizia del terremoto è già su tutti i telegiornali italiani. La provincia di Manabi è distrutta, ogni ora il numero dei morti aumenta. Il rischio di tsunami ci fa tremare. Il primo pensiero va ai coinquilini rimasti a Santo Domingo, ai nostri bambini e a come le loro case, così malandate, abbiano fronteggiato la furia di un terremoto di 7,8. Per fortuna tutte le persone che conosciamo stanno bene, ma purtroppo non si può dire lo stesso di familiari, amici dei nostri colleghi.


Passati i primi momenti di panico, qui in casa santo Domingo abbiamo sentito forte il bisogno di aiutare, noi che siamo così vicino alle zone colpite dal terremoto. Padre Cristian in due giorni è riuscito a recuperare un camion pieno di viveri, giocattoli, vestiti; la solidarietà delle persone è stata sorprendente, anche le persone che vivono nelle condizioni più semplici non si sono tirate indietro nel tendere la mano. E così, sabato alle tre del mattino, io, Alessandro, Antonella e Federico partiamo con Padre Cristian per raggiungere i luoghi dove non sono arrivati gli aiuti. 


Per kilometri il paesaggio non cambia mai, macerie, polvere, tendoni, gente buttata nelle piazze che si ripara da sole cocente con teli di plastica. Cosi arriviamo a Portroviejo, dove tramite i contatti di padre Cristian ci dirigiamo verso le parti più remote della città. Ci facciamo scortare dalla polizia, la disperazione delle persone è così tanta che corriamo il rischio di essere assaltati e derubati.

Appena arrivati un esercito di bambini, ma anche adulti ci corre incontro. Spuntano da ogni lato. E in un minuto il camion è circondato da mani tese, e voci supplicanti. Consegnare viveri direttamente nel palmo delle persone è stata un’esperienza forte, quasi un pugno nello stomaco. Ci sarebbe così tanto da fare che ci sentiamo come una goccia spersa nel mare, oggi siamo riusciti a tamponare la situazione, ma nei prossimi giorni? Quando i media smetteranno di mandare in onda foto di abitazioni distrutte?


A L’Aquila dopo anni le case non sono ancora state ricostruite, e ora è quasi una città fantasma. Con grande amarezza, e poche speranza, mi chiedo quale sarà il futuro della costa ecuadoriana, delle sue capanne in bambù, dei suoi ostelli popolati da “mocilleros”. Ripenso a tutti le persone conosciute durante i fine settimana in costa, alla semplicità della loro vita, incentrata su pesca e turismo. Cosa sarà di loro …?

L’ENGIM continua la sua raccolta fondi, per poter inviare un aiuto concreto alle famiglie vittime del terremoto. Contribuisci alla raccolta fondi con un bonifico intestato a:

ENGIM IBAN: IT78 E056 9603 2170 0000 3166 X92

Causale: Donazione emergenza Ecuador

 

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