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ENGIM Internazionale (Formazione, Cooperazione, Sviluppo)

"Fare il bene e farlo bene" (San Leonardo Murialdo)

TERREMOTO ECUADOR: IL RACCONTO DEI VOLONTARI

 

Prima del terremoto che ha colpito l’Ecuador lo scorso 16 aprile, Canoa, città sulla costa ecuadoriana, era meta di turisti e, nei fine settimana, anche dei volontari stranieri, italiani compresi, pronti a godersi l’oceano, le tavole da surf e gli ottimi piatti a base di pesce e crostacei.

Oggi appare come una “città spettrale”, così ce la descrive Antonio Morra, ex volontario ENGIM che oggi vive e lavora a Quito, ma che spinto dall’amore per Canoa, e soprattutto per la gente che la abita, ha deciso di andare a dare una mano approfittando di un contatto locale.


“Io e Giuseppe (ex volontario Focsiv, anche lui residente in Ecuador) siamo arrivati con una jeep piena di cibo, stoviglie, guanti e mascherine. I militari ecuadoriani ci hanno aiutato a scaricare i viveri in quello che oggi è uno dei pochi angoli della città rimasto “vivo”, l’hotel Bambù. Il nostro contatto locale in poche ore era andato via, verso Quito. La paura è ancora tanta”.


Più dell’80 per cento della città è distrutta, Canoa è una delle città più colpite dal terremoto. La maggior parte della gente adesso vive, col terrore, in tende ubicate in una parte un pò più alta della città.


“Nonostante il panorama della città non sia più quello al quale eravamo abituati, a Canoa non tutto è andato perduto; la gente ha mostrato la stessa ospitalità, generosità e solidarietà di sempre. Il signor Joost, l’olandese proprietario dell’hotel Bambù, ci ha messo subito a disposizione la cucina del suo hotel, e lì ci siamo messi a fare quello che ci riesce meglio, cucinare. Per tre giorni l’abbiamo fatto per centinaia di persone in un clima sereno, grazie ad altri ragazzi che volontariamente ci hanno aiutati”.

Il bilancio delle vittime, a Canoa, non è ancora certo; la gente ha bisogno di beni di prima necessità, vestiti e cibo innanzitutto. Antonio ci racconta che c’è ancora molto da fare, per questo tornerà a Canoa nei prossimi giorni per continuare ad aiutare.

 

C’è ancora molto da fare, ma questa, come altre testimonianze, ci dimostrano che c’è la voglia di rialzarsi in piedi e di ricostruire. La gente, ecuadoriani e stranieri in Ecuador, si è unita a Canoa per dare una speranza a questo angolo di paradiso.

L’ENGIM continua la raccolta fondi per poter inviare, il prima possibile,
un aiuto concreto alle famiglie vittime del terremoto attraverso i partner in loco.

Contribuisci alla raccolta fondi con un bonifico intestato a: ENGIM

IBAN: IT78 E056 9603 2170 0000 3166 X92

Causale: Donazione emergenza Ecuador

 

 

 

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