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ENGIM Internazionale (Formazione, Cooperazione, Sviluppo)

"Fare il bene e farlo bene" (San Leonardo Murialdo)

SABRINA, DI NUOVO A COCHAPAMBA

 

Di Sabrina Trapani. Sono rientrata dal mio viaggio intermedio in Italia da circa tre settimane, e devo dire che il ritorno a Cochapamba è stato davvero sorprendente ed emozionante allo stesso tempo, molto più di quanto mi aspettassi. Gli anziani, i bambini, erano lì ad aspettarmi e in ciascuno dei loro abbracci ho sentito il calore e l’affetto di essere ritornata a casa.


Ricordo ancora le parole di “un’abuelita” e della mia vicina di casa, che, prima di partire, hanno pronunciato quasi la stessa frase: “torna perché qui c’è la tua seconda famiglia che ti aspetta a braccia aperte”. E così è stato così mi sento, a casa! E’ stato bellissimo guardare gli occhi pieni di emozione di tutti loro nel momento in cui ho consegnato alcuni regalini comprati in Italia, e ancor più toccante è stato vedere la reazione dei bambini, contenti per aver ricevuto varie scatole di colori nuovi.


A gennaio è arrivato un bambino nuovo e devo ammettere che è molto difficile da “gestire” ed entrarci in contatto, a volte sembra stare in un mondo tutto suo. Ovviamente credo che non sia facile creare un rapporto di fiducia e complicità con un nuovo membro, soprattutto se entra a far parte di un gruppo già consolidato. Infatti, il suo arrivo ha un po’ cambiato gli equilibri e a volte questo mi destabilizza, perché Martin è un bambino un po’ irrequieto, incline a fare tutto ciò che gli passa per la testa e poco abituato all’ascolto. Sto cercando di gestire questa situazione al meglio e devo dire che, il fatto che i bambini si conoscono già dalla scuola, mi sta aiutando tanto.


Proprio per facilitare l’arrivo di Martin, creare un’apertura e maggiore collaborazione tra loro, ho pensato di avviare un lavoro di gruppo per far riflettere sull’importanza delle regole e sul loro rispetto, ispirata anche dal fatto che il centro risulta carente da questo punto di vista, perché quest’ultime sono veramente poche per non dire quasi assenti. Nel mio piccolo, quindi, mi sono sentita di ritagliare qualche momento pomeridiano, dopo i compiti, per affrontare la tematica con i bambini della mia classe. Ciascuno di loro ha scritto le regole che avrebbe voluto si rispettassero in classe, e, successivamente, abbiamo commentato insieme ciò che è venuto fuori.


Sono rimasta molto sorpresa dall’attenzione che tutti loro hanno posto in questo lavoro, e, soprattutto, dalla serietà che hanno mostrato nell’affrontarlo. Il lavoro di gruppo è proseguito con la creazione di un grande cartellone, ricco di colori, dove compaiono le regole più importanti secondo l’opinione di tutti i bambini. E’ stato un lavoro particolare, intenso e molto soddisfacente, oltre al fatto di essere ricco di spunti e di riflessioni per riuscire ad entrare sempre di più in contatto con ciascun bambino, e capire le dinamiche dei propri comportamenti. Giornalmente vengono ripassate le varie regole e mi accorgo che i bambini si richiamano all’attenzione reciprocamente ed è meraviglioso vedere il loro interesse.


Qualche giorno fa abbiamo anche partecipato ad una riunione con i genitori e, con grande sorpresa, abbiamo trovato una situazione differente da quella che noi ci aspettavamo, ovvero le classiche riunioni in cui ci si aggiorna sui comportamenti dei figli. Si è trattato, invece, di una sorta di incontro di formazione rivolto ai genitori di ciascun bambino e gestita da una maestra-psicologa.


Per quanto riguarda il rapporto con i miei favolosi, e super affettuosi, anziani posso dire che va tutto alla grande: ovviamente ci sono dei giorni in cui qualcuno di loro ha la luna storta e non vuole far niente, ma va benissimo così, anche questo è utile.


Pensando al rapporto instaurato con ciascuno di loro, mi ritengo abbastanza fortunata, perché credo di essere entrata nei loro cuori, come loro stessi lo hanno fatto con il mio, e so che magari, anche quando sono svogliati, con una risata e una battuta si lasciano trasportare dall’entusiasmo, partecipando a ciò che propongo: per fortuna riesco a giocarmi le mie carte, ma solo perché giorno dopo giorno ho imparato a conoscerli, e di conseguenza mi risulta più facile capire gli sguardi e le parole non dette.


Il rapporto con ciascuno di loro si intensifica sempre di più giorno dopo giorno, ed è proprio vero, non riesco ad iniziare la giornata senza aver ricevuto un loro abbraccio: non si tratta semplicemente di un saluto di routine, è molto di più per me, e credo anche per loro rappresenti quel gesto che dà certezza e conferma che “ci siamo di nuovo, pronti a trascorrere insieme un’altra giornata, sicuramente ricca di nuove scoperte, di aiuti reciproci, di risate, lunghi discorsi o anche di poche parole”.


Mentre scrivo questa relazione, vari ricordi incrociano i miei pensieri, e, all’improvviso, mi rendo conto che, spesso, quando sono al “progetto” rimango incantata solo guardando i bambini che giocano, conversano tra loro, si raccontano storie o quello che hanno fatto il giorno precedente, e così mi perdo nei loro occhi, nei loro sorrisi, nelle loro facce buffe, affascinata sempre di più dai questi mondi.


Quando sono in classe osservo con attenzione e meraviglia i bambini, e scopro che ciascuno svolge i compiti in maniera del tutto singolare: in quell’istante mi accorgo che Alan parla tra sé e sé come se fosse un modo per aiutarsi a comprendere ciò che fa; dall’altra parte c’è Ingrid che canta a bassa voce; Eduardo che ripete le cose che scrive; Martin che trascorre dei momenti in cui si perde tra le sue fantasie, e così via.


Potrei trascorrere ore a descrivere ogni minimo particolare, e sono questi i momenti in cui mi rendo conto di quanto sono fortunata per aver avuto la possibilità di vivere tutto questo, così sorprendentemente meraviglioso. Le cose da dire sono veramente tantissime e, come faccio ormai in ogni relazione, mi dilungo raccontando i singoli momenti o le cose che più mi colpiscono.


Insieme a Francesco e Maria abbiamo pensato di organizzare una festa per carnevale, con l’intento di cucinare qualche dolce italiano e creare particolari vestiti per il travestimento. In questi giorni siamo stati, quindi, impegnati ad aiutare bambini e anziani nella creazione delle loro meravigliose maschere e decorazioni carnevalesche.


Da Quito è tutto, un abbraccio caloroso a voi, in Italia.  

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