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ENGIM Internazionale (Formazione, Cooperazione, Sviluppo)

"Fare il bene e farlo bene" (San Leonardo Murialdo)

SOLIDARIETA’ AI NOSTRI COLLEGHI DI ENGIM SICILIA DOPO LA DENUNCIA CONTRO IL GOVERNO CROCETTA DA PARTE DELL’ASSOCIAZIONE CONFAP SICILIA

E’ ‘alluvione sociale’ nella filiera dell’obbligo formativo in Sicilia.

Il Governo regionale taglia le risorse destinate al comparto e ritarda l’avvio delle attività della prima annualità 2014/2015 mettendo in ginocchio il comparto ed a serio rischio l’avvio dell’anno scolastico.

Gli enti formativi di ispirazione cattolica non ci stanno e annunciano battaglia tornando a denunciare a tutti i livelli istituzionali l’inadeguatezza del Governo regionale guidato da oltre due anni dal presidente della Regione, Rosario Crocetta.

Ancora una volta, a distanza di poche settimane, Confap Sicilia, l’associazione che annovera gli enti di ispirazione cattolica: Cfp S. Giovanni Apostolo, Ciofs-Fp, Cnos-Fap, Endo-Fap, ENGIM Sicilia, si ritrova a dover alzare la voce per richiamare l’attenzione su un settore di pubblico interesse, indispensabile per garantire un futuro di legalità a giovani in obbligo scolastico che vivono condizioni di disagio.

Sono 12 mila i minori in Sicilia a rischio dispersione scolastica per cause riconducibili alla carenza di programmazione in ordine ai percorsi di formazione professionale per minori in obbligo di istruzione IEFP da parte dell’esecutivo regionale e degli uffici del dipartimento Formazione professionale.

In una nota indirizzata ai dirigenti generali del dipartimento Formazione professionale e dell’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia e a tutte le istituzioni regionali e nazionali laiche e religiose, Confap Sicilia chiede l’intervento dell’amministrazione regionale per integrare il decreto dirigenziale n.6472 del 12 novembre scorso che mette con le spalle al muro tutti gli enti religiosi condannandoli a non poter avviare le attività per l’annualità 2014/2015.

Dalla lettura della citata nota gli enti di ispirazione cattolica chiedono all’amministrazione regionale una modifica della richiamata direttiva “nella quale venga formalmente assunto l’impegno all’integrazione dei finanziamenti, con certezza di tempi e quantificazione dell’importo massimo finanziato che, in nessun caso, anche in relazione al recente aumento del numero di ore di lezione frontale, potrà essere inferiore a quanto previsto dai decreti regionali e nazionali sul costo standard per attività equivalenti a quella della IeFP/Oif”.

Dalla lettera si evince chiaramente come le Congregazioni Religione in Sicilia non possano assicurare la regolare esecuzione dei percorsi, non potendo affrontare direttamente le spese e non potendo effettuare azioni di programmazione economica e finanziaria.

Come si arriva a questo stato di desolante d imbarazzante confusione? Il Governo regionale ha avuto sei mesi di tempo per programmare l’avvio delle attività della filiera. Ed invece, all’inizio dell’ultima settimana del mese di novembre ancora non è stata pubblicata la graduatoria definitiva del Piano Regionale Definitivo dell’Offerta Formativa per l’Obbligo di Istruzione dei percorsi triennali di istruzione e formazione professionale da realizzare da parte degli Enti di Formazione Professionale per l’anno scolastico 2014/2015.

Come rimarca Confap Sicilia nella citata nota: “..il numero degli allievi iscritti era stato richiesto dall’Amministrazione regionale nel mese di marzo 2014 e confermato nel mese di agosto 2014, in tempo utile per ogni programmazione: in nessun modo la dispersione scolastica derivante è imputabile ai nostri Enti, ma al ritardo dell’Amministrazione nell’emissione dei decreti”.

E poi c’è un serio problema di copertura finanziaria come chiaramente si evince dalla lettura della nota.

“Le somme disposte dal decreto, pari a 45 mila euro per ciascun percorso con almeno 22 allievi, sono in assoluto contrasto con le norme di applicazione del Contratto collettivo di lavoro di categoria e, di fatto, la disponibilità economica complessiva non risulta sufficiente nemmeno al pagamento dei soli costi della docenza frontale, se parametrati ai dati contenuti nel contratto di lavoro, lasciando scoperti tutti gli altri costi di funzionamento e di amministrazione. Basta pensare che l’applicazione del decreto regionale sui costi standard per corsi per 15 adulti comporterebbe un finanziamento di 127 mila euro e nel caso di azioni svolte dalle istituzioni scolastiche, il finanziamento è pari a 154 mila euro; è iniquo che le somme disponibili per la scuola pubblica siano 3,5 volte superiore a quelle per la formazione”

A poco vale, come sottolineato dagli enti formativi aderenti a Confap Sicilia il generico impegno che: “l’amministrazione potrà disporre ulteriore assegnazione per ciascun corso inserito” non offre alcuna garanzia in merito alle tempistiche e soprattutto alla quantificazione dell’integrazione economica”.

“L’unica certezza – chiariscono i presidenti degli enti aderenti a Confap Sicilia – è quella che i veri penalizzati sono ancora i minori in obbligo di istruzione, per i quali non è garantito il diritto di frequenza di corsi di qualità, e i lavoratori: ormai allo stremo, con oltre 20 mensilità arretrate. I giovani non avranno diritto a materiali per le esercitazioni e sussidi didattici, le loro famiglie non avranno diritto a regolari interventi di informazione e colloqui con il corpo docente, senza tener conto delle normali spese di gestione e amministrazione”.

È chiara la posizione degli enti religiosi come si evince dalla richiamata nota: “Nell’eventualità in cui entro giorni sette dalla data di notifica della presente istanza non venissero accolte le richieste formulate, gli Enti gestori non potranno garantire la regolare esecuzione delle attività e consegneranno alle autorità competenti gli Elenchi degli allievi iscritti, per i quali sarà sostanzialmente impossibile l’ingresso in percorsi di istruzione scolastica, avendo comunque già superato il numero massimo di assenze tali da consentire la frequenza efficace delle lezioni: 12.000 allievi minori in mezzo alla strada”.

Confap Sicilia
chiede al Governo regionale impegni concreti e azioni prioritarie e straordinarie con il solo fine di assicurare ai giovani allievi minori i diritti sanciti dalla Legge per evitare di dover adire ad ogni azione a tutela dei propri diritti, in caso di mancato riscontro.

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