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ENGIM Internazionale (Formazione, Cooperazione, Sviluppo)

"Fare il bene e farlo bene" (San Leonardo Murialdo)

CORRE VELOCE IL TEMPO ....

ll tempo corre … corre veloce, è  già il quinto mese di SVE e sembra sia cominciato ieri. Abituarsi ai nuovi ritmi di vita è stato facile, o meglio, lo fai talmente automaticamente dal non renderti conto di quanto in realtà la tua vita cambi. Orari, interessi, dimensione del tempo e delle cose.

Le giornate scorrono in modo diverso, si riempono di emozioni differenti e tuttavia credo che me ne renderò conto al cento per cento solo una volta tornata alla “vita italiana”.

Santo Domingo, come città, non offre quasi nulla, una città cresciuta a dismisura negli ultimi anni ma, ahimè, solo come una grossa gettata di cemento sulla bella "naturaleza” che la circonda. Una città dove non ti manca niente, perchè puoi trovare tutte le materie prime necessarie, ma dove ti manca tutto. Un contesto particolare che non è nè la purezza, la pace e il fascino dei posti incontaminati e lontani dalla civiltà, nè la grande città piena di vita e iniziative. Con il tempo, però, impari a conoscerla e a scoprire le sue bellezze nascoste.

Durante la settimana, a dir la verità, di tempo libero ne hai ben poco, la sera torni a casa distrutto. I ragazzi ti rubano tutte le energie, ma allo stesso tempo sono quelli che ogni mattina ti danno la carica, ti riempono la pancia e il cuore, sono quelli che ti ricordano perchè sei qui.

Siamo qui per tante cose, per dare una mano, sì, ma anche per isolarsi un periodo da tutto quello a cui ci si è abituati; per vedere, vivere e conoscere realtà differenti, entrare più in contatto con se stessi e mettersi alla prova.

La sfida con i ragazzi è stata quella di trovare il modo di entrare in contatto con loro, non solo come "la persona che gli detta le regole", ma come quella che deve “conquistarli”, di conquistare la loro stima e il loro rispetto, dandogli però l’affetto di cui hanno bisogno.

Parliamo di ragazzi difficili, abituati alla vita di strada, alla “zero educazione”, sempre pronti a far “l’aria da bullo” per difendersi, ma comunque dei bambini. Bambini che sono come spugne e che ti guardano, ti studiano, avvertono i tuoi punti deboli ma ti riempono di soddisfazione quando vedi che cominciano ad aprirti il loro cuore, a chiederti consigli o ad ascoltarti, non perchè è la regola che glielo impone, ma perché, ormai, sei diventato una figura di riferimento per loro.

Allora vedi che si lamentano per fare una moltiplicazione, ma alla fine la fanno, che dicono una parolaccia, ma poi ti guardano col sorrisetto sulla bocca perchè sanno che arriverà il rimprovero, o semplicemente vedi una faccetta emozionata nel ricevere il cappello che gli avevi promesso a patto di comportarsi bene, sembrano tutte piccole cose, ma il realtà sono grandi traguardi. Lo scopo che si ha qui, penso, è proprio quello di lasciare un'immagine positiva di se, un buon esempio!

La mattina, quando arrivi al progetto e tutti ti chiamano, ti danno “il cinque” o ti abbracciano, pensi che te li porteresti tutti a casa, pensi a come farai il giorno che dovrai salutarli. Quel giorno arriverà, sembrerà molto triste ma, alla fine, come ci si abitua all’andata ci si abitua al ritorno; però, sicuramente, tutto questo rimarrà sempre nel cuore e nella mente, questa esperienza lascerà un segno per sempre.

Per questo quello che più mi ripeto in questo periodo è approfittare il più possibile di questa opportunità e cercare di portarsi a casa la consapevolezza di ciò che si vuole conservare e coltivare nella vita futura.

Grazie SVE!!

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