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ENGIM Internazionale (Formazione, Cooperazione, Sviluppo)

"Fare il bene e farlo bene" (San Leonardo Murialdo)

E ORA TOCCA A ME!

Di Luisa Cagnazzo. E ora tocca a me, raccontare la mia esperienza in Sud America. Ed eccomi giunta al quato mese in Ecuador. Mi trovo a Quito, a 2850 metri di altezza, ai piedi del vulcano Pichincha, sierra pura, e sebbene mi trovi in prossimità dell’equatore, qui si soffre il freddo, senza contare che adesso siamo nel pieno della stagione delle piogge.

Le mie prime impressioni su questa città sono più o meno positive. Quito è un film straniero, una volta preso il biglietto inizia la visione. Una terra tutta da vedere e da conoscere, una pentola che cuoce pezzi di dialoghi (di difficile comprensione) oltre a quintali di aglio e carne di chancho, il nostro maiale.

Il progetto che ho scelto e a cui mi dedico mi piace tanto! Aiuto i bambini a fare i compiti, ci cimentiamo in giochi, attività di ogni tipo e quello che più mi rende felice e che mi da soddisfazioni è la classe di danza.

A settimane alterne diamo  una mano in cucina, io mi limito a servire i pasti perché mettermi ai fornelli, per una come me che mangia solo una foglia di insalata, è qualcosa di impensabile.

Con questo progetto si ritorna bambini, un po’ come tornare indietro nel tempo ... Intorno a me incontro mani premurose, gentilezze tipiche di quegli ambienti dove ti muovi in continuazione anche senza avere pensieri profondi. Che meraviglia !

Poi con il tempo qualcosa cambia, è come se la magia iniziale svanisse. Inizi a prendere familiarità con il posto, e inizi a frequentare ognuno di quei bambini. Entri nelle loro piccole vite, a volte un po’ troppo complicate per bambini che calzano 28 di scarpe e che a malapena riescono a allacciarle. Pensi dentro di te che forse i loro occhi ne hanno viste troppe e le loro orecchie ne hanno sentite abbastanza.

Nella periferia dove vivono, la povertà si tocca con mano, piccole case in lamiera, strade piene di spazzatura, cani randagi palesemente malati. Qui si vive di contrasti. I dubbi  e lo sconforto a volte prendono il sopravvento e sicuramente non è facile.

Ma poi ti ritrovi che passano i giorni e ti innamori sempre più di loro e di questa città, a cui un po’ per le circostanze, un po’ per le coincidenze sei legata dal destino. Un anno fa non avrei mai immaginato di trovarmi qui adesso, ma se ci penso è la cosa più bella che potessi fare.

E come disse Alexander Von Humboldt, esploratore e naturalista tedesco: “ Gli ecuadoriani sono esseri rari ed unici: dormono tranquilli in mezzo a ruggenti vulcani, vivono poveri in mezzo ad incomparabili ricchezze e si rallegrano con musica triste”.

 

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