I cookie ci aiutano ad erogare servizi di qualità. Utilizzando i nostri servizi, l'utente accetta le nostre modalità d'uso dei cookie.

ENGIM Internazionale (Formazione, Cooperazione, Sviluppo)

"Fare il bene e farlo bene" (San Leonardo Murialdo)

MALI: NON FACCIAMONE UN’ALTRA “GUERRA DIMENTICATA”

Evitare che la guerra in Mali diventi un altro conflitto dimenticato. A due mesi dalla ripresa degli scontri, insieme all’emergenza profughi e alla crisi alimentare, è questo il problema che preoccupa maggiormante le organizzazioni umanitarie che operano nel Paese africano. E tra queste anche l’ENGIM – l’Ente Nazionale Giuseppini del Murialdo -, che, contrariamente ad altre ONG, non ha lasciato il Paese con l’inizio della guerra.

Le notizie che arrivano dal Mali, per il momento, non lasciano spazio a molte speranze. l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNCHR), parla di 410 mila rifugiati nei Paesi limitrofi dall’inizio della guerra, mentre la carenza di viveri, in quello che già era uno degli stati più poveri del continente africano, si fa di giorno in giorno più critica.

Proprio per questo motivo, l’ENGIM internazionale sta cercando di mettere in piedi insieme alla FOCSIV – la Federazione delle ONG cattoliche - una campagna per raccogliere fondi da destinare alla popolazione maliana e sostenere i contadini e i pastori della zona di Mopti.

La situazione in Mali è degenerata con l’inizio della guerra civile, scoppiata dopo il colpo di stato militare del marzo 2012. Soldati del CNRDR - il Comitato Nazionale per il Ristabilimento della Democrazia e la Restaurazione dello Stato – hanno preso il controllo dello stato perché delusi dai modi in cui il Presidente della Repubblica - Amadou Toumani Touré -, stava gestendo la guerra contro il movimento indipendentista dell’Azawad, presente nel Nord del Paese a maggioranza etnica tuareg. Questo mentre gruppi armati legati ad Al Qaeda, favoriti dalle stesse comunità arabe e tuareg, hanno assunto il controllo dello stesso Nord. (voci, non isolate, affermano, però, che il tema della jihad islamista sia tirato in ballo solo per legittimare la prossima repressione del movimento).

Il Mali è l’unico Paese in cui l’ENGIM opera senza che sia presente nel Paese un’opera dei Padri Giuseppini. Il primo progetto è stato realizzato nel 2007 e da allora sono state numerose le iniziative portate avanti, specie nel campo della formazione professionale e nel miglioramento dell’accesso all’acqua potabile, con la realizzazione di pozzi e l’installazione di pompe fotovoltaiche.

“Per l’assenza di un’opera giuseppina, è stato importante avviare rapporti di collaborazione con i partner locali orientati alla fiducia reciproca e alla volontà di lavorare con il comune obiettivo di migliorare le condizioni di vita in uno dei Paesi con il più basso indice di sviluppo umano nel mondo – racconta Paolo Daghero, coordonatore dei progetti ENGIM nel Mali – I nostri partner principali sono la Diocesi di Mopti, istituti di formazione professionale, enti locali, statali ed agenzie delle Nazioni Unite”.

Dal 2009 è presente nel Paese un rappresentante ENGIM che, in accordo con gli uffici in Italia, ha il compito di gestire i progetti in loco, di presidiare gli incontri istituzionali e mantenere le relazioni con i soggetti pubblici e privati locali e di sviluppare iniziative autonome dell’ENGIM stesso.

 

 

 

 

powered by
Socialbar