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"Fare il bene e farlo bene" (San Leonardo Murialdo)

UNA “FESTA DEI FRUTTI” PER RINGRAZIARE LA PACHAMAMA

Di Livia Cozzolino. Aprile è stato il mese della “Fiesta del Grano Tierno” qui in Ecuador, “Llullu Muru Raimi”. La cerimonia si è svolta il 18, giusto prima di Pasqua. Entriamo nella “Yachay Wasi” accompagnate dalle note allegre delle musiche andine. Mashi e Wawa sono vestiti a festa, ognuno con il suo “traje de gala”. Si balla e si canta finché non arrivano tutti, preparando il carro che accoglierà il grano. I bambini fanno le prove per il trasporto a spalla, si osservano e misurano per essere in quattro della stessa altezza. Tutti pronti, i suonatori partono per primi e scendono le scale verso la “Chakra”, si suona al grano prima di raccoglierlo, si profuma l’aria con un incenso di palo santo e oli essenziali. Si saluta e ringrazia la “Pachamama” che ci dona i suoi frutti. I bambini si avventurano quindi tra le lunghe piante affusolate già reclinate per il peso dei frutti maturi che vengono raccolti e delicatamente depositati nel carro. Portare il carro pieno di pannocchie ora tocca ai ragazzi più grandi. Il carro carico viene fatto ballare in circolo, mentre i più piccoli si divertono a insinuarsi tra i portantini, i più grandi fanno i turni massaggiandosi indolenziti le spalle. Flauti tamburi, violini e zampogne Continuano a suonare a lungo.

Una bambina con un dono per pachamamaIn cucina, nel frattempo, alcuni genitori aiutano la “Mashi Blanca” a preparare il pranzo con gli ingredienti che tutti hanno portato. Si mangerà la “fanesca” un piatto tipico di questo periodo dell’anno composto di 12 grani diversi, viene servita con avocado, uovo, formaggio, empanadas e platano fritto. Aspettando che il pranzo si prepari la cerimonia prosegue, i bambini sono chiamati a ringraziare il grano vestendolo con i vestiti tipici di alcuni i popoli indigeni dell’Ecuador: Panzaleo, Kañari, Saraguro, Afroecuatorianos, Shuar, Karanki e Otavalo.

I bambini compongono con scampoli e materiali di riciclo i loro personaggi nei più minimi dettagli, il “choclo” riceve così viso, braccia e capelli, vengono costruiti cappelli, ponchos, fasce e alcuni addirittura costruiscono mini-ceste piene di frutta. Iniziano le danze! I piccoli personaggi creati vengono portati nel patio in una vera e propria sfilata accompagnata da una presentazione di usi e costumi di ogni comunità. La festa è grande, ma anche la pancia vuole la sua parte. Non senza prima dar da mangiare anche alla Pachamama. Si porta un piatto con le pietanze assortite nella Chakra e si seppellisce in un piccolo buco accompagnandolo con ringraziamenti e pensieri da lasciare alla terra. Ora siamo proprio pronte per assaggiare la fanesca! Inutile dirlo…deliziosa!

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