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ENGIM Internazionale (Formazione, Cooperazione, Sviluppo)

"Fare il bene e farlo bene" (San Leonardo Murialdo)

ENSEMBLE MOXOS E LA RICERCA ANTROPOLOGICO MUSICALE DI ENGIM

Di Mariagrazia Meloni. L’Ensemble Moxos è un gruppo composto da giovani provenienti da San Ignacio de Moxos, un piccolo paese rurale dell’Amazzonia boliviana. È in questo vasto territorio tropicale che, nel 1600, i missionari gesuiti fondarono alcune riduzioni, quelle storiche comunità organizzate e gestite da gesuiti e indigeni in forma autonoma, al di fuori del potere coloniale spagnolo.

La cultura musicale e la fede contraddistinguevano queste riduzioni. Se, da un lato, i gesuiti insegnarono la musica barocca agli indigeni e l’uso di strumenti allora sconosciuti in America latina - come il violino e grazie alle opere del compositore gesuita Domenico Zipoli - dall’altro, inserirono nella liturgia anche la musica precolombiana autoctona che aveva un chiaro significato religioso. Questa musica, a differenza di quella barocca, non aveva spartiti, ma era suonata a memoria utilizzando un misto di strumenti europei e boliviani tramandata “oralmente” da padre in figlio da “indios” dispersi nella foresta e comunemente conosciuti come “musicos empiricos”. 
Quando, nel 18° secolo, i gesuiti furono cacciati dall’America latina, gli indios Moxos non si ribellarono come i “guaranì” – popolo reso famoso dal film “Mission” - ma si rifugiarono nella foresta amazzonica portando con sé la loro musica. A questi indigeni dobbiamo la conservazione di un così grande patrimonio culturale.

Gran parte del repertorio dell’Ensemble Moxos è frutto della ricerca antropologico-musicale compiuta dalla giovane Direttrice della Escuela, la Maestra Raquel Maldonado, che si inoltra ogni anno nelle aree più inaccessibili dell’amazzonia alla ricerca di musicos empiricos.

L’Ensemble Moxos esegue tournée in America Latina e in Europa per sostenere la Escuela de Musica di San Ignazio de Moxos. La Escuela è frequentata gratuitamente da circa 200 bambini. Sono bambini di famiglie poverissime ma pieni d’entusiasmo e orgogliosi di seguire la tradizione musicale segnata dai loro avi al tempo delle riduzioni gesuitiche.

Dal 2013 ENGIM, con il supporto del Ministero degli Affari Esteri italiano, mira a sostenere questa ricerca di brani inediti di musica nativa. Oggi la loro musica fa parte delle composizioni riconosciute dall’UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità. Sostenere il progetto ENGIM è salvaguardare questo patrimonio. Si può contribuire donando per la ricerca o per l’organizzazione dei concerti Moxos in Italia. 

 

 

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