"Fare il bene e farlo bene"

(San Leonardo Murialdo)

A COLONIA MOLINA PER "FARE IL BENE E FARLO BENE"


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P. Mario Aldegani, superiore dei Giuseppini, a Mendoza

di: Lucio Filipponi
Colonia Molina è una zona definita “rurale-marginale” nella periferia orientale di Mendoza, in Argentina. La terra, desertica e difficile da coltivare, è quasi completamente abbandonata. Alle antiche famiglie di agricoltori, discendenti dei primi coloni italiani e spagnoli, si sono aggiunte famiglie poverissime, accampate da decenni in baracce, il cui primo ed unico pensiero della giornata è dedicato alla sopravvivenza, con tutti i mezzi possibili, leciti e no. Duemila persone intrappolate tra il verde dei vigneti ed il grigio del deserto, che avanza ogni giorno inesorabile.



E’ proprio in questa terra che, una quindicina di anni fa, i Giuseppini del Murialdo decisero di costruire un Centro Educativo Comunitario, il Centro San Cayetano, primo seme per la rinascita di questa terra. Ed è proprio dal Centro San Cayetano, ben presto diventato punto di riferimento della comunità, che nacque l’associazione Grupo Comunitario San Cayetano, associazione di piccoli agricoltori della zona, che si dedicano soprattutto alla coltivazione del camote.
 

La produzione di camote, uno dei prodotti tipici dell’Argentina, è l’unica fonte di ricchezza per questa terra, dove non sono presenti né fabbriche né officine né altre forme di impiego. Con il trascorrere degli anni, l’associazione San Cayetano insieme all’INTA (Instituto Nacional de Tecnologia Agropecuaria), organismo pubblico del Ministero dello Sviluppo Argentino, sono riusciti a sviluppare una produzione di camote tra le migliori del Paese. Ed è proprio su questa ricchezza che l’ENGIM, su richiesta dei Giuseppini, nel giugno 2010 ha avviato un primo progetto per rafforzarne e migliorarne la produzione. Ad un primo finanziamento della Fondazione Cariplo di Milano, si è poi aggiunto un secondo, concesso dalla Conferenza Episcopale Italiana.

ImageSi tratta di un piccolo progetto di sviluppo rurale, dal titolo “Hacer el bien y hacerlo bien”, fare il bene e farlo bene, che mira al recupero di terreni abbandonati e prevede, tra l’altro, l’acquisto di un posto al mercato ortofrutticolo per consentire la vendita diretta dei prodotti.  

E’ in questo contesto che il 19 marzo scorso, alla presenza di oltre duecento persone, con la partecipazione di autorità civili e religiose, è stato ricevuto a Colonia Molina un nuovo trattore, da utilizzare per tutta la comunità. L’arrivo del trattore, un John Deere 5065, è stato accolto con gioia ed entusiasmo. Il trattore più moderno in questa zona ha almeno quindici anni! L’entusiasmo della gente, gli occhi lucidi di uomini abituati in silenzio ad affrontare le avversità della vita, del clima, della terra, le risa e gli applausi degli agricoltori, sempre così restii ad esprimere le proprie emozioni, sono cose che lasceranno un segno indelebile.  

Il 19 marzo 2011 a Colonia Molina è un giorno che si ricorderà per molto tempo, perché il 19 marzo a Colonia Molina è stato fatto qualcosa in più. Infatti, dopo la benedizione del nuovo trattore e della motopala meccanica da parte del padre generale dei Giuseppini del Murialdo, Padre Mario Aldegani, rappresentati dell’associazione San Cayetano, dei Giuseppini del Murialdo e dell’ENGIM, hanno sottoscritto un accordo per la costituzione della Comissione per lo Sviluppo Sociale di Colonia Molina. 

Compito della Commissione non sarà solo quello di gestire in comune mezzi e strumenti per la produzione agricola, ma soprattutto quello di utilizzare i proventi di queste attività per fini sociali, come le attività del Centro San Cayetano, il recupero di ulteriori ettari di terreni abbandonati, corsi di formazione ed inserimento lavorativo, sperando non solo di generare un’autosostenibilità delle attività, ma di creare, col tempo, sviluppo e posti di lavoro. 

Un ringraziamento particolare ai ragazzi e professori del CFP ENGIM di Valbrembo che hanno contribuito all’acquisto del trattore e a Piero Cavarzerani, volontario ENGIM in Argentina.

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